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E’ Matematico, la musica mi mette di buon umore!

La musica nella mente

Da oggi è come un teorema di matematica: “La musica mi mette di buon umore”. qualcuno dirà: Hai scoperto l’acqua calda!. Probabilmente si, ma sono contentento poiché su di me funziona! Il genere che ha più effetto sembra essere la musica classica, in particolare l’illuminazione mi è sopraggiunta ascolando i Notturni di Fryderyk Chopin (1810-1849). Dopo l’aver ascoltato 5 o 6 brani, ho una sensazione di benessere corporeo con una intesità che arriva quasi a indurmi a dimostrarla esternamente con un qualcosa simile ad un leggero sorriso, forse dovuto al rilassamento di alcuni tra i numerosissimi muscoli del volto.

In realtà mi sono accorto coscientemente di tale effetto poiché in questi giorni, il mio umore è stato un po’ più basso del solito.  Ho deciso, quindi, di evadere caricando un po’ di musica sullo smartphone, per averla sempre con me, anche quando il lettore MP3 lo dimentico a casa. In realtà era qualche tempo  che non ascoltavo un insieme di brani di musica classica, per tale motivo sono stato in grado di fare tali constatazioni.

E’ noto che la musica abbia effetti benefici sul corpo, sembra influenzare e regolare il battito cardiaco, la pressione sanguigna, la respirazione e i livelli ormonali.

In precedenza dicevo che l’intensità della sensazione di benessere sembra raggiungere un punto in cui si è indotti a esternalizzarla, ecco, un termine più adatto è: uno stato quasi euforico.

Qual è tra i piu noti, l’ormone considerato essere causa di stati euforici? L’Endorfina. Le Endorfine, per essere precisi, sono un gruppo di neurotrasmettitori prodotti dal cervello che hanno proprietà analgesiche simili alla morfina e all’oppio.

La musica genera un qulche mutamento sulla regolazione degli ormoni dello stress e sulle Endorfine.

Alfred Tomatis (1920-2001), medico e psicologo francese ha coniato un termine adatto per la musica di un particolare e noto compositore: “L’effetto Mozart”.  Al momento non tutta la comunità scientifica è in accordo sugli effetti benefici intesi come aumento delle capacità di memoria e attentive soprattutto in attività intellettive delle composizioni di Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791). Inoltre sembra aumentare le capacità spaziotemporali e il senso di calma. Il compositore Glenn Schnellenberg sostiene che tale effetto sia riscontrabile in molteplici generi e autori e non solo in Mozart. Ulteriori approfondimenti possono essere appresi quì.

Insomma, sono felice ora e confesso che questo articolo lo sto scrivendo ascoltando Chopin. Così se potete concedervi, adesso, un momento di relax vi lascio con: ” Nocturne No.20 in C-sharp minor op.post. , Lento con gran espressione”

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