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Perché alle donne piacciono gli stronzi?

Il luogo comune: “…perché alle donne piacciono gli uomini stronzi…” oppure: “…le donne si innamorano degli stronzi…” è da sfatare? Ma ci si può anche chiedere se queste due affermazioni nascondano o no realmente un luogo comune. Eppure la maggior parte degli uomini, non tutti (tra poco vedremo perché), sperimentano questo fatto, alcuni con un sentimento di frustrazione. Quanto si affermerà in questo breve articolo è solamente una tendenza, chi scrive e sicuramente anche chi legge sa benissimo che ogni individuo possiede caratteristiche proprie che lo allontanano o lo avvicinano alla media.

lotta tra cervi

Lotta tra cervi (wikipedia)

Jan Havlicek, dell’università Karlova di Praga ha elaborato, come riporta Louann Brizedin in “Il Cervello delle donne” (BUR saggi, 2010) una controversa teoria sui ferormoni ed il cervello femminile: “le donne già legate ad un compagno,  in fase ovulatoria sembrano  preferire l’odore di altri uomini più “dominanti” a differenza delle single che non mostravano tale preferenza. Lo studioso inoltre ritiene che le donne cercano uomini dallo spirito protettivo, che le aiuteranno a crescere una famiglia; tuttavia, una volta che il focolare è assicurato, provano un forte desiderio biologico di unirsi di nascosto con uomini che possiedono geni migliori“. Nel mondo animale gli etologi che studiano i gruppi di animali sociali sono soliti riferirsi all’esistenza di due tipologie di individui maschili: i maschi “alfa” e i maschi “beta“. I primi sono quelli dominanti e conquistano tale dominio con estenuanti lotte rituali al fine di assicurarsi anche le femmine migliori del gruppo. I beta sono quelli subordinati. Tale divisione talvolta rispecchia caratteristiche fisiche differenti che in ultima analisi vengono percepite biologicamente dalla donna come: “individui che hanno i geni migliori”.

Bene. E questo cosa c’entra con il nostro luogo comune? Perché alle donne piacciono gli uomini stronzi? Per rispondere usando un po’ di razionalità, possiamo anche noi, come gli etologi, suddividere l’universo maschile in due macrocategorie: i “buoni” e i “cattivi“, proprio come si faceva alle scuole elementari quando la maestra si assentava momentaneamente… I “buoni”, se ci si pensa, risultano essere (sfigatamente) scontati. Cosa intendiamo per “scontati”? Essi sono inesorabilmente prevedibili nei loro comportamenti: perdonano sempre, lasciano correre, sono comprensivi, sono empatici, ci “vanno morbidi”, reprimono sul nascere il rancore, sono gentili etc. etc. Del resto anche i cattivi sono scontati nel possedere parte delle caratteristiche suddette, al contrario. I “cattivi”, sono stronzi, egoisti, non sono comprensivi, hanno poca o nessuna empatia, tengono sulle spine etc. Solitamente le donne definiscono tali comportamenti intriganti.

Le donne preferiscono gli stronzi non per le loro caratteristiche (a quale donna sana di mente gli piacerebbe soffrire gratuitamente?), ma per una caratteristica specifica delle donne stesse, che genera per così dire una asimmetria tra la scontatezza del buono e la scontatezza del cattivo. Alle donne, in genere, piace sentirsi importanti per il proprio uomo, uniche. Sicché il beta/buono è scontato che lo faccia con ogni suo gesto, parola o comportamento, e questo, quale desiderio per l’intrigo può provocare in una donna? Come fa a sentirsi lei, in un dato momento, unica e importante? La donna, quindi, in ogni incontro con il cattivo spera inconsciamente che l’uomo le dia la dovuta attenzione e questo genera due sentimenti positivi: a) il cattivo ha avuto un comportamento non scontato essendosi mostrato fugacemente dolce e comprensivo, b) se nella donna vi era in atto un tentativo di cambiamento del carattere di lui potrebbe illudersi di esservi riuscita.

In definitiva l’aspettativa che la donna ripone sull’uomo stronzo, lo sperare che con lei sia magnanimo, genera una cieca rincorsa verso questa tipologia di uomini, poiché un loro comportamento non da stronzo le fa sentire uniche ed importanti. Ciò non può funzionare per i buoni, che dopo un periodo iniziale diventano scontati e molto spesso incapaci di comportarsi da cattivi. E se ci provano, a diventare cattivi, sarebbero subito riconosciuti dalla donna,

che questa volta razionalmente li etichetterebbe come “cattivi” e quindi da evitare.

Siete d’accordo? 🙂

2 comments

  1. Golem ha detto:

    Le donne sono fondamentalmente softmasochiste. Lo avevano capito già i latini quando hanno coniato la frase “Vis grata puellae”. Alle donne piace essere prese con un pò di “forza”, e questa la può dare solo il famoso Alfa, non certo il tenero Beta. Lo stronzo, in fondo, è una loro creatura. Sono le donne che lo hanno selezionato come specie, a loro uso e consumo, anche se poi fanno finta di lamentarsene con gli occhi pieni di lacrime… di coccodrillo.

  2. Stefano ha detto:

    Ma se i buoni vengono evitati dalle donne perchè “buoni e prevedibili”, e se provano a diventare cattivi vengono etichettati
    come cattivi, a me viene da chiedere come debbano comportarsi questi
    qui, i buoni intendo, per poter essere apprezzati dalle donne? Si devono suicidare ?!