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Baudelaire, Rimorso postumo

Dinle graveyards

Dinle graveyards (Irelands)

Quando tu dormirai, mia bella  tenebrosa,

nel fondo di una tomba in marmo nero

e quando per castello e alcova non avrai

che una fossa profonda ed un sepolcro in cui stilla la pioggia;

quando la pietra, opprimendo i tuoi seni impauriti

e i tuoi fianchi illanguiditi in dolce abbandono,

impedirà al cuore tuo di battere e volere,

e ai tuoi piedi di andare all’avventura,

la tomba, confidente del mio sogno infinito

(perché sempre la tomba comprenderà il poeta):

in quelle lunghe notti senza sonno

ti dirà: “A che ti serve, cortigiana malriuscita,

non aver conosciuto quello che i morti rimpiangono?”

E  il verme roderà la tua pelle, come un rimorso. 

Charles Baudelaire, Les Fleurs Du Mal, 1857

Ognuno di noi oltre ad esserne l’artefice, può diventare l’artista del proprio passato

Ognuno di noi oltre ad esserne l’artefice, può diventare l’artista del proprio passato

Con il termine “destino” spesso si giustifica l’incapacità nell’aver compiuto una scelta. Enrico De Santis

Il destino secondo enrico de santis

E tra i mille cazzi e controcazzi miseramente umani ogni mattina accade questo!!

E tra i mille cazzi e controcazzi miseramente umani ogni mattina accade questo!!

Con il termine “destino” spesso si giustifica l’incapacità nell’aver compiuto una scelta. Enrico De Santis

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Usa la razionalità per scrutare l’irrazionale e l’irrazionalità per scrutare il razionale

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Caffè

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Addio Windows XP

Windows Cimitery

Oggi 8 aprile 2013 finisce la storia di uno dei più comuni Sistemi Operativi mai utilizzati prodotti da casa Microsoft.

L’epitaffio dovrebbe recitare così:

R.I.P.

Windows XP

I tuoi aggiornamenti ci mancheranno

1 Agosto 2001 – 8 Aprile 2013

RIP WINDOWSXP

The cimitery of Windows OS Software with Windows XP

E così anche Windows XP troverà posto nel cimitero dei SO dove di già riposonano montagne di righe di codice del calibro del MS-DOS, Windows 3.X, Windows 95, Windows 98, Windows ME, questi ultimi che non hanno mai abbandonato completamente il kernel monolitico MS-DOS che quindi è stato duro a morire. Poi tra quelli ospitanti il nuovo kernel (NT,New Technology) annoveriamo, per l’appunto Windows NT, Windows 2000 e la versione Server.

Con te finisce un’era di stabilità, forse di pace dove anche l’acerrimo Utente Linux nel suo profondo intimo ammetteva:

Però Windows XP dopo i primi due Services Pack funziona bene…anche se linux è meglio“.

Vuoi o non vuoi, nerd o non nerd, che non te ne possa fregare una beata minchia, oggi come ancor di più nell’era pre-smartphone quella collina (le cui coordinate geografiche sono: 38°15’00.50″N 122°24’39.00″W), di un verde così impossibile, e quel cielo così nettamente azzurro era una delle cose che più spesso ti capitava d’avanti agli occhi, a casa come a lavoro. E se non eri amministratore e non potevi cambiare lo sfondo del desktop, mi capirai ancor di più.

Dalla redazione (è un link a Wikipedia, non una pubblicità) mi dicono che la foto chiamata “Bliss” non è mai stata ritoccata, in ogni caso, se ve lo state chiedendo quella fottuta collina esiste veramente ed ora pare che sia coltivata a viti.

Bliss Location Windows XP

Location of Windows XP Wallpaper (Bliss) in Google Earth (38°15’00.50″N 122°24’39.00″W)

Questa invece è un’istantanea, al momento in cui scrivo, del sito della Microsoft che con un evocativo conto alla rovescia si prepara a decretare la fine del Supporto del Sistema operativo Windows XP, con un LifeCicle esteso che copre ben 12 anni (mancano ancora 4 ore sigh!)

Windows XP End of Support

Endo of Support Windws XP

Per coloro che sclereranno o hanno già sclerato avendo trovato un messaggio all’accensione del vecchio PC che avverte la fine del supporto sul proprio desktop consiglio di non entrare nel panico in quanto c’è tutto il tempo per passare ad un sistema più moderno se lo si vuole.

Fine del supporto non significa autoformattazione dell’ hardisk con perdita dei dati. Significa semplicemente che Microsoft sta somministrando l’eutanasia al proprio Sistema Operativo migliore e longevo attraverso la la lenta negazione dei dovuti alimenti (pacthes e aggiornamenti vari, sì quelle che iniziano per KB). Probabilmente a Redmond pensano che sia accanimento terapeutico continuare a nutrire Windows XP capace di avviarsi anche con 16 MB di RAM (esperienza personale, dovo averlo istallato con 64 MB, l’ho fatto ripartire con 32 e continuato l’installazione che è andata a buon fine).

Come può levarselo di torno altrimenti? Come si danno a mangiare i nuovi Team di Sviluppo a Redmond?

E pensare che con il suo sottosistema virtuale MS-DOS  Windows XP faceva partire anche le applicazioni MS-DOS e i gioch e a tutto schermo!!!

In verità il prossimo della lista che la morte sta attendendo, Windows Vista (non considerando le versioni Server o i prodotti Office) ancora ha integrato il sottosistema MS-DOS permettendo alla maggior parte delle applicazioni da schermo nero o blu di avviarsi.

Che dire, di XP ne conservo una copia originale… mai scartata…

E’ stato mio compagno di tante Schermate Blu (Blue Screen of Death) all’università per i miei studi di ingegneria e mi ritrovo a scrivere quest articolo in un dipartimento di Copmuter Science a Toronto (sono le 20:00 qui, non dite che bloggo durante l’orario di lavoro…).

P.S. Windows XP ci mancherai, perché anche il software, quando è tanto complesso, incasinato e pieno di bachi (bugs) sembra avere vita proria, Linux così penosamente stabile, mai un crash, mai un freeze sembri finto :) eh mo te l’ho detto. Per non parlare del software Apple bleah :)

 

 

 

 

 

Questa volta mi do all’English breakfast

english beakfast subliminaDeciso, passerò al cosiddetto “English breakfast” o qualcosa di simile, insomma non solo “caffè e cornetto” sempre bonissimi, ma anche:

  • toast spalmati di burro,
  • pankake con sciroppo d’acero,
  • uova sode strapazzate o in camicia,
  • bacon fritto,
  • succhi vari,
  • caffè
  • frutta, spesso banana.

 

Toronto e il freddo ad una settimana che son qui

toronto freddo glacialeNon avrei mai pensato di vivere in un posto in cui quando esci fuori la porta ti ritrovi in una cella frigorifera. La settimana scorsa, quando sono arrivato, Toronto mi ha accolto con ben -20° Centigradi. E si sentivano tutti, iniziando dal dolore alle mani che non puoi tenere all’aria aperta per più di cinque minuti! Tutto sommato è un freddo differente da quello a cui sono abituato in Italia, quasi sempre superiore allo zero, essendo questo secco. Un clima che ti tempra, è proprio vero! Credo che, come al resto delle cose che ti capitano nella vita, a queste temperature ci fai l’abitudine. La vita è un continuo abituarsi e talvolta qualcuno tenta di lottare contro tale legge non scritta, cercando di rovesciare il proprio stato di cose. Anche al freddo, quindi, si fa l’abitudine. Rispetto al primo giorno l’aria intorno sembra meno pungente. E subito mi vien da domandarmi come potevo sentire freddo in Italia magari quando le minime erano +10° Centigradi? L’inverno prossimo, se lo passerò dalle mie parti, uscirò con le maniche corte! In ogni caso il clima, a mio parere, ha molto da dire sulle persone, su come impostano la propria vita, semplicemente su come la vivono. Una delle prime impressioni avute l’anno passato quando sono venuto a contatto con la gente di Toronto, quindi con una porzione più o meno rappresentativa del canadese medio, è la loro propensione al sorriso. Impressione questa che ho riscontrato anche su un blog di un italiano che vive qui a Toronto da circa tre anni. Posso almeno essere sicuro che non sono io che provengo da una famiglia musona e di conseguenza, a contatto con i canadesi, il sorriso è la prima cosa che è risaltata. E’ un dato di fatto. Sono davvero sorridenti, specialmente la mattina e, come si sa, il sorriso è contagioso come qualsiasi emozione direttamente esternabile. Anche la tristezza è contagiosa. Uno stato depressivo lo stesso. Se dovessi descrivere la gente del mio paese come un’unica persona, dalla prospettiva canadese, ecco, l’Italia appare come un paziente colpito da un profondo stato di depressione e mantenuto in questo limbo da uno sbagliato mix di psicofarmaci. Ma che legame ci può essere tra freddo e sorriso? O il sorriso della gente deriva da qualcosa d’altro? Chiaramente passeggiando per la città si notano imponenti costruzioni, cantieri aperti e zone sempre in fase di rinnovamento. Qui non si restaura, si radono al suolo i quartieri vecchi e se ne costruiscono di nuovi. Ed è noto che dove l’edilizia va a gonfie vele l’economia cresce. Mediamente il canadese è ricco. E’ questo che la mattina addirittura sui mezzi pubblici rende sorridenti le persone? Sicuramente il reddito minimo nella società occidentale è una condizione necessaria alla felicità, ma sappiamo bene anche che non è assolutamente sufficiente. Quindi il sorriso delle persone credo non provenga da un fattore squisitamente sociale, ritengo che ci sia qualcosa di più profondo, legato all’ecosistema, al clima. Qui gli inverni sono molto lunghi e freddi e la situazione climatica condiziona parecchio la vita. Durante le tempeste di neve o peggio di ghiaccio uscire non è possibile. Il canadese rimane a casa. Ed è organizzato per rimanervi. Durante l’inverno, se il tempo lo permette e provate a fare una passeggiata, trovate solo distese di neve e ghiaccio per le strade, null’altro. La natura sembra non esserci. Solo una distesa monocromatica con inquietanti rami secchi che di tanto in tanto, timidi, spuntano dai giardini ricoperti da montagne di neve, a ragione malcurati (real “Still life“). Casa e piattume del paesaggio. Piattume del paesaggio, casa e lavoro. Lavoro e svago al chiuso. Che vita movimentata! Poi verso il mese di aprile la primavera inizia a fare capolino (devo ancora viverlo un inizio di primavera qui). La neve e il ghiaccio iniziano a sciogliersi trasformandosi in rigoli che disegnano curiose forme sul pavimento. Il paesaggio inizia a prendere colore, compare il verde dell’erba e delle prime foglie dei rami. I colori dei fiori pian piano aumentano la gamma cromatica della tua vista intorno, quando metti piede fuori di casa. Puoi dismettere guanti e cappello. Puoi passeggiare. Puoi scegliere se uscire o no. Sei libero. Ecco il sorriso. Il sorriso proviene dal dialogo visivo con la natura e con la libertà di scegliere. Credo che questa sia la motivazione principale, poi certamente vi sono annesse cause secondarie, come la semplicità che si percepisce nella vita di un canadese. Al cospetto delle mie parti, si direbbe meglio la “poca sofisticazione”, connessa ad una bassa propensione a fare quella che amo definire “guerra dei poveri”, che, ahimè, in Italia è continuamente incitata dai media. Probabilmente non vi sono le basi per condurre queste battaglie degradanti che servono solo a tenere disunita la popolazione in quanto i redditi risultano abbastanza elevati. Lo psicofarmaco mediatico qui ha principi attivi differenti che in alcune zone dell’Europa. Il “Tag” “crisi” in Canada non è presente tra i trend. Quel virus che nei bar italiani ci passiamo l’un l’altro che recita così: “in Italia è tutto finito…”, “non c’è più nulla da fare…” Oppure “se vuoi che le cose migliorano devi andare all’estero…” (Ho deciso di segnarmi questi memi depressivi su un taccuino), qui non è (ancora?) arrivato. Una nota positiva dello stare qui è proprio il non essere a contatto con questo tarlo che ti buca la mente. Preferisco decisamente gli psicofarmaci mediatici che prescrivono qui. Cinque mesi senza la pillola italiana bastano per disintossicarsi e iniziare ad avere una prospettiva differente.

Non è tutto oro quello che luccica” recita il proverbio ed anche questo è vero. Anche qui ci sono delle storture. E’ da capire quanto pesano e se messe sulla bilancia assieme a quelle dalla nostra cultura fanno pendere l’ago da una parte o dall’altra. A pelle, credo che le donne mediamente non siano molto felici e questo dipende da un fattore sociale. Ricordo che il sorriso e felicità hanno un legame mentre il sorriso esterna un’ emozione, la felicità è uno stato d’animo lungo. Qui per “felicità delle donne” intendo quello stato d’animo lungo tanto quanto la vita assieme al proprio partner. Non è la prima donna di una certa età che sento mettere al primo posto tra le qualità di un uomo che conoscono, sia il loro ex compagno, o il compagno di un’amica, la ricchezza. Ahimè, questo mi fa pensare a un crescendo repentino di felicità nella parte iniziale dei rapporti e una lunga e tremenda caduta in un pozzo senza fondo. Perché gli anni passano. Ancora non sono in grado di soppesare comunque le storture culturali, spero che l’attuale esperienza mi schiarisca meglio le idee su questo punto. Sorridete di più comunque, anche quando siete soli, è la migliore medicina contro il cattivo umore!