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Ossessioni d’infanzia – un sogno ricorrente

Uomo con busta Dream Obsession

Un sogno ricorrente che ricordo molto bene e che credo di aver fatto fino alla pre-adolescenza era alquanto minimalista e surrealista allo stesso tempo nella sua scenografia ed a tratti inquietante. Sognavo di trovarmi su una specie di collina, in realtà percepivo una distesa di brecciolini, o meglio sassi della grandezza di una noce, proprio

Baudelaire, Rimorso postumo

Quando tu dormirai, mia bella  tenebrosa, nel fondo di una tomba in marmo nero e quando per castello e alcova non avrai che una fossa profonda ed un sepolcro in cui stilla la pioggia; quando la pietra, opprimendo i tuoi seni impauriti e i tuoi fianchi illanguiditi in dolce abbandono, impedirà al cuore tuo di

Ognuno di noi oltre ad esserne l’artefice, può diventare l’artista del proprio passato

Con il termine “destino” spesso si giustifica l’incapacità nell’aver compiuto una scelta. Enrico De Santis

E tra i mille cazzi e controcazzi miseramente umani ogni mattina accade questo!!

Ossessioni d’infanzia – un sogno ricorrente

Uomo con busta Dream Obsession

Un sogno ricorrente che ricordo molto bene e che credo di aver fatto fino alla pre-adolescenza era alquanto minimalista e surrealista allo stesso tempo nella sua scenografia ed a tratti inquietante. Sognavo di trovarmi su una specie di collina, in realtà percepivo una distesa di brecciolini, o meglio sassi della grandezza di una noce, proprio come quelli posti tra i binari ferroviari, di roccia chiara nel colore, ma grezza nella fattura, proprio come se fosse appena giunta dalla cava di origine. Partendo dall’orizzonte chiaro dei brecciolini, il cielo, o quantomeno lo sfondo, era di un azzurro uniforme come una giornata primaverile o estiva in cui non vi è nemmeno una nuvola in cielo e la visibilità è ottima. Il sole pareva non esserci anche se la luce era alquanto uniforme e ben presente e l’immagine globale nitida e con struttura.

 

Uomo con busta

Rappresentazione di un sogno ricorrente

 

Ad un certo punto, sempre, incontravo un individuo, dalle fattezze vaghe (non ricordo il volto o forse non era rappresentato), dal corpo esile e dalla pelle probabilmente scura che offriva buste di plastica colorate con colori realistici come erano le buste per la spesa dell’epoca, quindi blu verdi etc. In un secondo momento, non sono sicuro se quest’uomo si trasformava in qualche modo silenzioso oppure se procedendo nella leggera salita, incontravo una specie di statua di bronzo, un mezzo busto posto su un asse (sempre di bronzo) imperniato nelle pietre. Le fattezze bronzee le ricordo bene, come anche i riflessi della luce diffusa. Questa volta posso essere più sicuro sul fatto che il volto su questo mezzo busto non era presente. Come detto non so se il dispensatore di buste silenzioso si trasformava in questo busto bronzeo o esso appariva nella scena seguente, all’interno del mio viaggio onirico. Altro non ce n’è. Che strano il mondo onirico, soprattutto quello dell’infanzia, in cui i fantasmi di oggetti vengono assemblati in maniera apparentemente casuale da comporre una scena davvero stranente e per lo più statica. Questo particolare viaggio onirico non mi è più dato di compierlo, anche se ha occupato parecchie notti, e parecchie fasi REM, della mia fanciullezza. Quando qualche volta ci penso o quando mi capita di raccontarlo, provo sempre una sensazione di “plasticità” della realtà mista ad una leggera sensazione di vuotezza dell’esistenza in sé. Interpretando un pochino, dall’altezza dei cosiddetti anni da “nel mezzo del cammin di nostra vita…”, la scenografia è semplice, piatta nei colori, a parte la statua di bronzo e le buste. Ci sono delle pietre a terra, non si scorge una base solida su cui queste sono disposte, una leggera salita ed un cielo azzurro. La scena come detto è dominata da una semplicità e da una uniformità statica. Certo il terreno di pietre localmente mostra una certa dinamicità di scena, ma se appena viene reso lo sguardo generale esso globalmente risulta nel colore e nelle forme alquanto piatto. Ciò che subito mi viene in mente sono le immagini surreali, in particolare il surrealismo alla René Magritte. Ecco, per l’appunto, la scena potrebbe essere benissimo una scena onirica freudiana di stampo surreale, facile per comporre un quadro: distesa uniforme di pietre in leggera salita, sfondo altrettanto uniforme azzurro, uomo che consegna buste in plastica colorate e statua di bronzo senza volto. La scena, se ci penso, è terrificamente razionale, o meglio reale, ma ricolma di mistero esistenziale, se non vuoto, proprio come nei quadri di Magritte. Ho provato a rappresentarlo.

Baudelaire, Rimorso postumo

Dingle graveyards

Dingle graveyards (Irelands)

Quando tu dormirai, mia bella  tenebrosa,

nel fondo di una tomba in marmo nero

e quando per castello e alcova non avrai

che una fossa profonda ed un sepolcro in cui stilla la pioggia;

quando la pietra, opprimendo i tuoi seni impauriti

e i tuoi fianchi illanguiditi in dolce abbandono,

impedirà al cuore tuo di battere e volere,

e ai tuoi piedi di andare all’avventura,

la tomba, confidente del mio sogno infinito

(perché sempre la tomba comprenderà il poeta):

in quelle lunghe notti senza sonno

ti dirà: “A che ti serve, cortigiana malriuscita,

non aver conosciuto quello che i morti rimpiangono?”

E  il verme roderà la tua pelle, come un rimorso. 

Charles Baudelaire, Les Fleurs Du Mal, 1857

Ognuno di noi oltre ad esserne l’artefice, può diventare l’artista del proprio passato

Ognuno di noi oltre ad esserne l’artefice, può diventare l’artista del proprio passato

Con il termine “destino” spesso si giustifica l’incapacità nell’aver compiuto una scelta. Enrico De Santis

Il destino secondo enrico de santis

E tra i mille cazzi e controcazzi miseramente umani ogni mattina accade questo!!

E tra i mille cazzi e controcazzi miseramente umani ogni mattina accade questo!!

Con il termine “destino” spesso si giustifica l’incapacità nell’aver compiuto una scelta. Enrico De Santis

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Usa la razionalità per scrutare l’irrazionale e l’irrazionalità per scrutare il razionale

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Caffè

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Addio Windows XP

Windows Cimitery

Oggi 8 aprile 2013 finisce la storia di uno dei più comuni Sistemi Operativi mai utilizzati prodotti da casa Microsoft.

L’epitaffio dovrebbe recitare così:

R.I.P.

Windows XP

I tuoi aggiornamenti ci mancheranno

1 Agosto 2001 – 8 Aprile 2013

RIP WINDOWSXP

The cimitery of Windows OS Software with Windows XP

E così anche Windows XP troverà posto nel cimitero dei SO dove di già riposonano montagne di righe di codice del calibro del MS-DOS, Windows 3.X, Windows 95, Windows 98, Windows ME, questi ultimi che non hanno mai abbandonato completamente il kernel monolitico MS-DOS che quindi è stato duro a morire. Poi tra quelli ospitanti il nuovo kernel (NT,New Technology) annoveriamo, per l’appunto Windows NT, Windows 2000 e la versione Server.

Con te finisce un’era di stabilità, forse di pace dove anche l’acerrimo Utente Linux nel suo profondo intimo ammetteva:

Però Windows XP dopo i primi due Services Pack funziona bene…anche se linux è meglio“.

Vuoi o non vuoi, nerd o non nerd, che non te ne possa fregare una beata minchia, oggi come ancor di più nell’era pre-smartphone quella collina (le cui coordinate geografiche sono: 38°15’00.50″N 122°24’39.00″W), di un verde così impossibile, e quel cielo così nettamente azzurro era una delle cose che più spesso ti capitava d’avanti agli occhi, a casa come a lavoro. E se non eri amministratore e non potevi cambiare lo sfondo del desktop, mi capirai ancor di più.

Dalla redazione (è un link a Wikipedia, non una pubblicità) mi dicono che la foto chiamata “Bliss” non è mai stata ritoccata, in ogni caso, se ve lo state chiedendo quella fottuta collina esiste veramente ed ora pare che sia coltivata a viti.

Bliss Location Windows XP

Location of Windows XP Wallpaper (Bliss) in Google Earth (38°15’00.50″N 122°24’39.00″W)

Questa invece è un’istantanea, al momento in cui scrivo, del sito della Microsoft che con un evocativo conto alla rovescia si prepara a decretare la fine del Supporto del Sistema operativo Windows XP, con un LifeCicle esteso che copre ben 12 anni (mancano ancora 4 ore sigh!)

Windows XP End of Support

Endo of Support Windws XP

Per coloro che sclereranno o hanno già sclerato avendo trovato un messaggio all’accensione del vecchio PC che avverte la fine del supporto sul proprio desktop consiglio di non entrare nel panico in quanto c’è tutto il tempo per passare ad un sistema più moderno se lo si vuole.

Fine del supporto non significa autoformattazione dell’ hardisk con perdita dei dati. Significa semplicemente che Microsoft sta somministrando l’eutanasia al proprio Sistema Operativo migliore e longevo attraverso la la lenta negazione dei dovuti alimenti (pacthes e aggiornamenti vari, sì quelle che iniziano per KB). Probabilmente a Redmond pensano che sia accanimento terapeutico continuare a nutrire Windows XP capace di avviarsi anche con 16 MB di RAM (esperienza personale, dovo averlo istallato con 64 MB, l’ho fatto ripartire con 32 e continuato l’installazione che è andata a buon fine).

Come può levarselo di torno altrimenti? Come si danno a mangiare i nuovi Team di Sviluppo a Redmond?

E pensare che con il suo sottosistema virtuale MS-DOS  Windows XP faceva partire anche le applicazioni MS-DOS e i gioch e a tutto schermo!!!

In verità il prossimo della lista che la morte sta attendendo, Windows Vista (non considerando le versioni Server o i prodotti Office) ancora ha integrato il sottosistema MS-DOS permettendo alla maggior parte delle applicazioni da schermo nero o blu di avviarsi.

Che dire, di XP ne conservo una copia originale… mai scartata…

E’ stato mio compagno di tante Schermate Blu (Blue Screen of Death) all’università per i miei studi di ingegneria e mi ritrovo a scrivere quest articolo in un dipartimento di Copmuter Science a Toronto (sono le 20:00 qui, non dite che bloggo durante l’orario di lavoro…).

P.S. Windows XP ci mancherai, perché anche il software, quando è tanto complesso, incasinato e pieno di bachi (bugs) sembra avere vita proria, Linux così penosamente stabile, mai un crash, mai un freeze sembri finto :) eh mo te l’ho detto. Per non parlare del software Apple bleah :)

 

 

 

 

 

Questa volta mi do all’English breakfast

english beakfast subliminaDeciso, passerò al cosiddetto “English breakfast” o qualcosa di simile, insomma non solo “caffè e cornetto” sempre bonissimi, ma anche:

  • toast spalmati di burro,
  • pankake con sciroppo d’acero,
  • uova sode strapazzate o in camicia,
  • bacon fritto,
  • succhi vari,
  • caffè
  • frutta, spesso banana.