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Archive for Attualità

Con il termine “destino” spesso si giustifica l’incapacità nell’aver compiuto una scelta. Enrico De Santis

crossroads_destino_frase

Addio Windows XP

Windows Cimitery

Oggi 8 aprile 2013 finisce la storia di uno dei più comuni Sistemi Operativi mai utilizzati prodotti da casa Microsoft.

L’epitaffio dovrebbe recitare così:

R.I.P.

Windows XP

I tuoi aggiornamenti ci mancheranno

1 Agosto 2001 – 8 Aprile 2013

RIP WINDOWSXP

The cimitery of Windows OS Software with Windows XP

E così anche Windows XP troverà posto nel cimitero dei SO dove di già riposonano montagne di righe di codice del calibro del MS-DOS, Windows 3.X, Windows 95, Windows 98, Windows ME, questi ultimi che non hanno mai abbandonato completamente il kernel monolitico MS-DOS che quindi è stato duro a morire. Poi tra quelli ospitanti il nuovo kernel (NT,New Technology) annoveriamo, per l’appunto Windows NT, Windows 2000 e la versione Server.

Con te finisce un’era di stabilità, forse di pace dove anche l’acerrimo Utente Linux nel suo profondo intimo ammetteva:

Però Windows XP dopo i primi due Services Pack funziona bene…anche se linux è meglio“.

Vuoi o non vuoi, nerd o non nerd, che non te ne possa fregare una beata minchia, oggi come ancor di più nell’era pre-smartphone quella collina (le cui coordinate geografiche sono: 38°15’00.50″N 122°24’39.00″W), di un verde così impossibile, e quel cielo così nettamente azzurro era una delle cose che più spesso ti capitava d’avanti agli occhi, a casa come a lavoro. E se non eri amministratore e non potevi cambiare lo sfondo del desktop, mi capirai ancor di più.

Dalla redazione (è un link a Wikipedia, non una pubblicità) mi dicono che la foto chiamata “Bliss” non è mai stata ritoccata, in ogni caso, se ve lo state chiedendo quella fottuta collina esiste veramente ed ora pare che sia coltivata a viti.

Bliss Location Windows XP

Location of Windows XP Wallpaper (Bliss) in Google Earth (38°15’00.50″N 122°24’39.00″W)

Questa invece è un’istantanea, al momento in cui scrivo, del sito della Microsoft che con un evocativo conto alla rovescia si prepara a decretare la fine del Supporto del Sistema operativo Windows XP, con un LifeCicle esteso che copre ben 12 anni (mancano ancora 4 ore sigh!)

Windows XP End of Support

Endo of Support Windws XP

Per coloro che sclereranno o hanno già sclerato avendo trovato un messaggio all’accensione del vecchio PC che avverte la fine del supporto sul proprio desktop consiglio di non entrare nel panico in quanto c’è tutto il tempo per passare ad un sistema più moderno se lo si vuole.

Fine del supporto non significa autoformattazione dell’ hardisk con perdita dei dati. Significa semplicemente che Microsoft sta somministrando l’eutanasia al proprio Sistema Operativo migliore e longevo attraverso la la lenta negazione dei dovuti alimenti (pacthes e aggiornamenti vari, sì quelle che iniziano per KB). Probabilmente a Redmond pensano che sia accanimento terapeutico continuare a nutrire Windows XP capace di avviarsi anche con 16 MB di RAM (esperienza personale, dovo averlo istallato con 64 MB, l’ho fatto ripartire con 32 e continuato l’installazione che è andata a buon fine).

Come può levarselo di torno altrimenti? Come si danno a mangiare i nuovi Team di Sviluppo a Redmond?

E pensare che con il suo sottosistema virtuale MS-DOS  Windows XP faceva partire anche le applicazioni MS-DOS e i gioch e a tutto schermo!!!

In verità il prossimo della lista che la morte sta attendendo, Windows Vista (non considerando le versioni Server o i prodotti Office) ancora ha integrato il sottosistema MS-DOS permettendo alla maggior parte delle applicazioni da schermo nero o blu di avviarsi.

Che dire, di XP ne conservo una copia originale… mai scartata…

E’ stato mio compagno di tante Schermate Blu (Blue Screen of Death) all’università per i miei studi di ingegneria e mi ritrovo a scrivere quest articolo in un dipartimento di Copmuter Science a Toronto (sono le 20:00 qui, non dite che bloggo durante l’orario di lavoro…).

P.S. Windows XP ci mancherai, perché anche il software, quando è tanto complesso, incasinato e pieno di bachi (bugs) sembra avere vita proria, Linux così penosamente stabile, mai un crash, mai un freeze sembri finto :) eh mo te l’ho detto. Per non parlare del software Apple bleah :)

 

 

 

 

 

Perché alle donne piacciono gli stronzi?

Il luogo comune: “…perché alle donne piacciono gli uomini stronzi…” oppure: “…le donne si innamorano degli stronzi…” è da sfatare? Ma ci si può anche chiedere se queste due affermazioni nascondano o no realmente un luogo comune. Eppure la maggior parte degli uomini, non tutti (tra poco vedremo perché), sperimentano questo fatto, alcuni con un sentimento di frustrazione. Quanto si affermerà in questo breve articolo è solamente una tendenza, chi scrive e sicuramente anche chi legge sa benissimo che ogni individuo possiede caratteristiche proprie che lo allontanano o lo avvicinano alla media.

lotta tra cervi

Lotta tra cervi (wikipedia)

Jan Havlicek, dell’università Karlova di Praga ha elaborato, come riporta Louann Brizedin in “Il Cervello delle donne” (BUR saggi, 2010) una controversa teoria sui ferormoni ed il cervello femminile: “le donne già legate ad un compagno,  in fase ovulatoria sembrano  preferire l’odore di altri uomini più “dominanti” a differenza delle single che non mostravano tale preferenza. Lo studioso inoltre ritiene che le donne cercano uomini dallo spirito protettivo, che le aiuteranno a crescere una famiglia; tuttavia, una volta che il focolare è assicurato, provano un forte desiderio biologico di unirsi di nascosto con uomini che possiedono geni migliori“. Nel mondo animale gli etologi che studiano i gruppi di animali sociali sono soliti riferirsi all’esistenza di due tipologie di individui maschili: i maschi “alfa” e i maschi “beta“. I primi sono quelli dominanti e conquistano tale dominio con estenuanti lotte rituali al fine di assicurarsi anche le femmine migliori del gruppo. I beta sono quelli subordinati. Tale divisione talvolta rispecchia caratteristiche fisiche differenti che in ultima analisi vengono percepite biologicamente dalla donna come: “individui che hanno i geni migliori”.

Bene. E questo cosa c’entra con il nostro luogo comune? Perché alle donne piacciono gli uomini stronzi? Per rispondere usando un po’ di razionalità, possiamo anche noi, come gli etologi, suddividere l’universo maschile in due macrocategorie: i “buoni” e i “cattivi“, proprio come si faceva alle scuole elementari quando la maestra si assentava momentaneamente… I “buoni”, se ci si pensa, risultano essere (sfigatamente) scontati. Cosa intendiamo per “scontati”? Essi sono inesorabilmente prevedibili nei loro comportamenti: perdonano sempre, lasciano correre, sono comprensivi, sono empatici, ci “vanno morbidi”, reprimono sul nascere il rancore, sono gentili etc. etc. Del resto anche i cattivi sono scontati nel possedere parte delle caratteristiche suddette, al contrario. I “cattivi”, sono stronzi, egoisti, non sono comprensivi, hanno poca o nessuna empatia, tengono sulle spine etc. Solitamente le donne definiscono tali comportamenti intriganti.

Le donne preferiscono gli stronzi non per le loro caratteristiche (a quale donna sana di mente gli piacerebbe soffrire gratuitamente?), ma per una caratteristica specifica delle donne stesse, che genera per così dire una asimmetria tra la scontatezza del buono e la scontatezza del cattivo. Alle donne, in genere, piace sentirsi importanti per il proprio uomo, uniche. Sicché il beta/buono è scontato che lo faccia con ogni suo gesto, parola o comportamento, e questo, quale desiderio per l’intrigo può provocare in una donna? Come fa a sentirsi lei, in un dato momento, unica e importante? La donna, quindi, in ogni incontro con il cattivo spera inconsciamente che l’uomo le dia la dovuta attenzione e questo genera due sentimenti positivi: a) il cattivo ha avuto un comportamento non scontato essendosi mostrato fugacemente dolce e comprensivo, b) se nella donna vi era in atto un tentativo di cambiamento del carattere di lui potrebbe illudersi di esservi riuscita.

In definitiva l’aspettativa che la donna ripone sull’uomo stronzo, lo sperare che con lei sia magnanimo, genera una cieca rincorsa verso questa tipologia di uomini, poiché un loro comportamento non da stronzo le fa sentire uniche ed importanti. Ciò non può funzionare per i buoni, che dopo un periodo iniziale diventano scontati e molto spesso incapaci di comportarsi da cattivi. E se ci provano, a diventare cattivi, sarebbero subito riconosciuti dalla donna,

che questa volta razionalmente li etichetterebbe come “cattivi” e quindi da evitare.

Siete d’accordo? :)

Libri Scelti

John R. Searle – La mente

Mercoledì 03 Ottobre 2012 11:40 Enrico De Santis

 

Se avete intenzione di assaporare un’agile trattazione sulle varie posizioni tenute dai maggiori pensatori nel campo della Filosofia della Mente, allora “La mente” (2004)* del filosofo John R. Searle fa al caso vostro. Soprattutto se preferite che la “storia” venga raccontata come “Robespierre racconterebbe la Rivoluzione Francese”. In “La mente”, Searle, uno dei maggiori filosofi contemporanei in questo campo, si districa con maestria, allontanandosene, tra posizioni dualistiche (irriducibilità della mente al mondo fisico) e posizioni materialistiche (identità tra fenomeni mentali e fisici). Egli si ritaglia una particolare posizione dove sia possibile avere una “ontologia soggettiva” e dove la coscienza sia un qualcosa di spiegabile come può essere la digestione o la respirazione. In questo saggio illustra le ragioni per cui sostiene questa particolare posizione, da lui stesso definita “naturalismo biologico”. Nell’opera si troveranno brevi descrizioni delle maggiori e numerose correnti che tentano di descrivere la mente e la coscienza con attenzione al fenomeno dell'”intenzionalità” delle azioni e al libero arbitrio. Inoltre si avrà modo di saggiare la posizione del filosofo sulla possibilità delle macchine di “pensare” come un essere umano e quindi come egli si pone al cospetto dell’Intelligenza Artificiale Forte (IA Forte). Di scorrevole lettura, personalmente, l’ho trovato estremamente interessante, anche se sono in disaccordo su alcune sue conclusioni. Consigliato vivamente a chi vuole aggiornarsi sul dibattito contemporaneo che ruota attorno alla Filosofia della Mente.

* Mind. A Brief Introduction, Oxford University Press, 2004; trad. it. di Carlo Nizzo, Prefaz. di Michele Di Francesco

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